Tra i metodi contraccettivi più utilizzati dalle donne vi è il diaframma, un piccolo cappuccio di gomma dal margine flessibile che viene inserito nella vagina, sopra la cervice, agendo così da barriera per gli spermatozoi.
In particolare, per aumentarne l’azione contraccettiva, questo tipo di anticoncezionale viene associato all’utilizzo di uno spermicida (in schiuma o gel) che viene applicato, prima dell’inserimento del diaframma, attorno al bordo ed al centro della concavità del cappuccio, ovvero sulla parte che è a contatto con l’apertura della cervice.
Quanto è sicuro?
Per un corretto funzionamento, il diaframma, essendo di varie dimensioni, deve essere inserito con cautela e nel punto giusto, spesso con l’aiuto di un operatore sanitario che ha il compito di mostrane il corretto posizionamento. Se usato in modo appropriato, la percentuale di gravidanze è pari al 3% anche se con l’uso comune l’incidenza sale al 14%.
Di solito l’ introduzione del diaframma avviene prima del rapporto sessuale per poi rimanere all'interno della vagina per circa 6 – 8 ore dopo l’ultimo amplesso, in modo che lo spermicida abbia tempo di agire.
Passato il tempo necessario, il dispositivo deve essere rimosso con attenzione, lavato in acqua tiepida e sapone e riposto nel proprio astuccio.
Vantaggi e svantaggi
Rispetto al preservativo, tra i vantaggi del diaframma vi è la completa libertà, nell'arco di 10 ore, di iniziare il rapporto sessuale in qualsiasi momento e senza interruzioni, ed inoltre il contatto intimo diretto rimane quasi inalterato, aumentando il piacere. Tra gli svantaggi vi è l’inserimento del contraccettivo in anticipo rispetto al rapporto, per cui la donna deve essere capace di prevedere un eventuale amplesso, e soprattutto il diaframma non protegge dalla malattie sessualmente trasmissibili.